Alessandro Barbero: chi era costui? (Enrico Guazzoni)

Alessandro Barbero: chi era costui? (Enrico Guazzoni)

Alessandro Barbero: chi era costui?    – di Enrico Guazzoni

Va bene, Storia non piace a molti. Un cumulo di date, di guerre, di trattati. Affari di gente morta e sepolta. Però oggi con quella che possiamo considerare una sorta di didattica a distanza c’è una possibilità di trovarla, viva, interessante, ricca di cose curiose che non sapevamo. Il mago in questione si chiama Alessandro Barbero. E’ un professore dell’Università del Piemonte orientale, dove insegna storia medioevale, nonché autore di decine di libri e romanzi. E già qui uno comincia a storcere il naso: roba vecchia, che non interessa a nessuno. Si tratta di un periodo triste, avvolto nelle nebbie della superstizione. E invece no. Barbero ti racconta la storia come non l’hai mai sentita e poi le sue storie (perché in fondo di storie si tratta) spaziano dall’antichità ai giorni nostri. Sono almeno una dozzina di anni che lui vaga da un convegno, ad una mostra, una fiera, in giro per l’Italia a raccontare le sue storie. E queste sono finite su You Tube, le potete riascoltare tutte in podcast, tranquillamente, quando volete, magari facendo da mangiare o pulendo la casa. Basta mettere il suo nome in un motore di ricerca sul PC o lo smartphone e vi compare tutto un mondo: decine e decine di conferenze su infiniti argomenti: il sesso nel medioevo, le fake news della storia, le grandi spie, le invasioni barbariche, le rivolte contadine, la rivoluzione francese e le guerre del novecento, le brigate rosse. E tutto raccontato in modo brillante, ammiccante. Barbero è soprattutto un ammaliatore: ti racconta la battaglia di Waterloo e ti sembra di esserci. Ti spiega i preparativi, le tattiche, i drammi come un attore professionista. Di solito i relatori anche capaci brillano per noiosità. Dicono delle cose anche interessanti, ma in maniera monotona, come se leggessero le estrazioni del lotto. Barbero invece si agita, saltella, varia la voce sottolineando i fatti. E i fatti che racconta sono appassionanti, ci parla della Storia come noi non la conosciamo, perché fondamentalmente parla delle persone e dei loro problemi. E allora le storie degli antichi romani, dei barbari, dei sultani turchi o dei banchieri ebrei sono storia di mondi di cui avevamo qualche notizia ma che ci erano realmente ignoti. Parchè a scuola ci hanno insegnato che la Rivoluzione Francese comincia il 14 luglio del 1789, ma non sappiamo bene perché proprio quella data è diventata importante. Quel giorno per la maggioranza dei parigini (e figurarsi per il resto delle Francia) non successe nulla. E di proclamarla festa nazionale ci penserà un nipote di Napoleone settant’anni dopo. Ma andando a vedere le condizioni dell’economia dello stato francese, le condizioni del popolo, a capire cosa voleva dire Monarchia Assoluta, il disastro dell’economia e allora, pian piano, si capisce il come e il perché. E qui devo dire che Barbero è insuperabile, piacevolissimo, affascinate e quando si comincia ad ascoltarlo non si smette più, quasi una fosse una droga, chiamata Storia.

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