“Gli articoli ” di Milena Sangalli

“Gli articoli ” di Milena Sangalli

 

DANZARE LA VITA

 

“in questo momento così difficile, di incertezze, di mancanza di luce…di mancanza di fisicità, di abbracci, di baci, é proprio in questo momento che non possiamo cadere ma dobbiamo avere la speranza e continuare a Danzare la Vita…”

 

 

 

 

 

ADORAZIONE   DEI MAGI – GIOTTO – CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI –  PADOVA  

Sotto questa semplice tettoia di legno Maria, in trono, presenta il piccolo Gesù ai Re Magi, arrivati a Betlemme seguendo la cometa. Vicino a Maria, Giuseppe con il capo chino in segno di rispetto. Il più anziano dei Magi ha posato la sua corona per terra e si inginocchia rispettoso; ha già donato l’Oro, simbolo di Regalità, che un angelo tiene in mano. L’altro re omaggia la Divinità di Gesù con un corno pieno di incenso, l’ultimo invece con lo scrigno che racchiude la Mirra… l’unguento per l’unzione dei defunti, ciò che sarà il suo destino: la Passione. E nel cielo azzurro di blu oltremare, la scia luminosa della Cometa.

 

Adorazione dei pastori – George La Tour

La luce fioca di una candela ci fa entrare in questa scena corale di figure silenziose raccolte intorno al piccolo nato avvolto in candidi panni di lino che illuminano l’ambiente. Maria vestita di rosso é assorta in una intima meditazione. Il pastore stringe il suo bastone e tiene in braccio un mansueto agnellino che si mette a brucare i fili di paglia della culla; il pifferaio si sta togliendo il cappello in segno di rispetto; la donna tiene in mano una scodella di zuppa calda per Maria, la mamma, e infine Giuseppe, il padre, che illumina la scena con una candela. Non è la luce drammatica e violenta di Caravaggio.., questa è una Luce radente, mistica che infonde negli sguardi un senso di religioso silenzio…. “La speranza e la promessa contenute in ogni ciclo di vita…” J. Thuiller, storico dell’Arte. Con l’augurio che il nuovo anno sia carico di Luce e di Speranza!

 

Caravaggio: adorazione dei pastori

Nella povera stalla ,una povera famiglia di lavoratori…il loro bambino é appena nato. Sdraiata sulla paglia la mamma abbraccia il suo bambino e il piccolo cerca con la tenera mano il suo volto, i loro visi si cercano e si uniscono. I pastori sono arrivati. In silenziosa adorazione guardano la madre stanca, adagiata sulla terra, guardano il bambino fra le sue braccia, inginocchiati e in religioso silenzio. Un’aureola sottile, come un filo dorato di paglia, santifica il Padre e la Madre. Nella stalla, il bue e l’asino portano un po’ di calore; a terra una cesta con il pane, un candido tovagliolo il semplice pasto dei poveri…e gli attrezzi da lavoro…l’ umile lavoro dei poveri

 

Simone Martini:” l’Annuncio a Maria”

Simone Martini:” l’Annuncio a Maria nello splendore di una cattedrale gotica”…. É una “Pala d’Altare” un grande dipinto su tavola che veniva posto sopra l’altare della chiesa. Rappresenta il momento dell’Annunciazione quando l’arcangelo Gabriele giunge dal Cielo: le sue ali sono ancora aperte e il manto é svolazzante. Saluta Maria e possiamo leggere le sue parole che escono dalla bocca: “Ave Maria, Grazia Plena…” Tiene in mano un ramoscello d’ulivo e alza la mano per iniziare a parlare… Maria é seduta su un trono stava leggendo…ma chiude il  libro… É sorpresa e spaventata dall’apparizione del messaggero celeste, si ritrae e cerca di proteggersi con il lembo del suo mantello. Al centro un vaso di gigli bianchi, in alto dei Cherubini con la colomba dello Spirito Santo. Lo sfondo rappresenta il Sacro, il Divino, una realtà superiore da Adorare…

 

LETTERA DI VAN GOGH AL FRATELLO

Caro Theo, ho passeggiato una notte… Il cielo, di un azzurro profondo, era punteggiato di nuvole di un azzurro più profondo del blu cobalto, e di altre nuvole di un azzurro più chiaro del lattiginoso biancore della via lattea… Sul fondo azzurro scintillavano delle stelle chiare, verdi, gialle,bianche, rosa, più luminose delle pietre preziose che vediamo anche a Parigi…”

 

FESTA DELL’IMMACOLATA … AVE MARIA

“La pensosa fanciulla siciliana si avvolge come un’araba nell’ampio mantello che ombreggia la fronte e inquadra il viso che pare scolpito, gli occhi vellutati di un nero profondo, le palpebre percorse da un guizzo di luce…folte le sopracciglia, carnose le labbra.. Col volto stretto tra le falde della mantellina, Maria pare chiusa in un’armatura che sa di chiostro e di ovile… É il copricapo delle donne dei paesi all’interno della Sicilia. Un tempo si portavano di colore diverso a seconda della condizione sociale: bianco era quello delle donne dell’aristocrazia, nero delle donne del popolo, azzurro il copricapo delle ragazze. E azzurra é la mantellina dell’ANNUNCIATA di Antonello da Messina..”  Leonardo Sciascia, scrittore siciliano…

Il suo volto ovale ha lo sguardo abbassato, sereno, intenso e pensoso. La mano sinistra sul petto, Maria stava leggendo ed è stata interrotta da qualcuno…da un angelo che non si vede, ma la sua presenza è facilmente riconoscibile dalle pagine sollevate dal libro…un battito d’ali…

 

Il Quarto Stato Giuseppe Pellizza da Volpedo 1868/1902

” Con quest’opera vorrei esplicare il mio sentire tendente a stabilire che la forza vera sta nei lavoratori intelligenti, i quali con la tenacia nei loro ideali, obbligano gli altri uomini a seguirli i a sgombrare il passo perché non è potere retrogrado che possa arrestarli.” (Pelizza da Volpedo).

Prima di entrare a pieno titolo nel suo ambiente, il Museo del Novecento a Milano, l’ opera entrò nella Sala delle Cariatidi ferita dai bombardamenti della guerra e qui trova il suo ambiente naturale…

niente palchi, niente altarini…ma solo posata a terra. Contadini e lavoratori che occupano il Palazzo, uomini e donne decisi a non patire più ingiustizie… Il brusio del popolo in marcia che conquista un Palazzo che fu Reale…ma che ora è del Popolo!

I lavoratori di Volpedo sono in cammino verso un futuro che appare loro radioso, noi siamo davanti a loro, non possiamo non chiederci se siamo stati capaci, oltre cento anni dopo, di costruirlo!.

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acubrugherio administrator

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