Le rubriche di Claudio Pollastri

Le rubriche di Claudio Pollastri

Chi ha avuto fortuna nella vita si ricorda di coloro (e sono tanti) che stanno peggio? I cosiddetti big sono grandi anche in beneficenza? Le stelle brillano in solidarietà? Le risposte in questo viaggio alla scoperta del senso della prossimità dei personaggi famosi guidato dal giornalista-scrittore Claudio Pollastri.

 

Il dialogo del cuore: Cecilia Strada

 

Un dolore composto. E doppio. “Soffro per mio padre e per l’Afghanistan”, commenta senza cedere al pianto Cecilia Strada, figlia di Luigi, detto Gino, il medico di Sesto San Giovanni fondatore di Emergency stroncato a 73 anni da problemi di cuore, dopo che per una vita era andato proprio dove lo portava il cuore, al di là delle leggi disumane oltre le barriere ideologiche “l’Afghanistan era una sua seconda patria, vi aveva fondato tre ospedali e mi dicono che sentono la sua mancanza”. E poi aggiunge col tono determinato di autentico marchio-Gino-Strada “non si fermano le guerre con altre guerre, mi ripeteva. I fatti di oggi gli danno drammaticamente ragione. Ma adesso basta lacrime, mi avrebbe spronato, bisogna ricominciare a costruire, salvare vite umane”.

La storia di Cecilia è legata a doppio filo (chirurgico) a Emergency “una specie di fratello minore”. Qualche anno fa ha sentito la necessità di staccarsi “seguendo sempre l’insegnamento umanitario”. Pronta a tendere una mano a chi chiede aiuto, Cecilia era su una nave (Resq People ndr) che aveva salvato centinaia di migranti quando le era giunta la notizia della morte del padre “sentivo di essere nel posto giusto dove lui mi avrebbe voluto vedere”.

S’affaccia un velo di tristezza nello sguardo rubato a Gino se accenna alle testimonianze di stima “se stava in ospedale erano tutti dalla sua parte. Ma se raccontava quello che vedeva nelle terre devastate dalle guerre diventava scomodo. Da emarginare”.

La voglia di tenerezza di una figlia devota affiora quando lo ricorda come viaggiatore instancabile e papà premuroso “al ritorno dalle missioni all’estero aveva la valigia piena di regali. Ma poi era irrequieto. Voleva ripartire. Subito”. Come lei, Cecilia. Che è pronta a ripartire per la sua nuova strada. “STRADA LUIGI… magari gli dedicassero una via!”. Lo dice col sorriso. Ma soprattutto col cuore.

Gino Strada, stroncato a 73 anni da problemi di cuore, dopo che per una vita era andato proprio dove lo portava il cuore

Gino Strada con la figlia Cecilia

Cecilia Strada era sulla nave Resq People che ha salvato centinaia di migranti quando le è giunta la notizia della morte del padre.

 

 

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Happy Birthday (ma anche Buon Compleanno) a Madonna, nome d’arte di Louise Veronica Ciccone che festeggia 63 anni. Di origini italiane (il padre, Silvio, era abruzzese di Pacentro) è nata a Bay City, Michigan, il 16 agosto 1958. Semisconosciuta, ha debuttato in Italia il 20 ottobre 1983 registrando in playback “Holiday” nella discoteca BIGGEST di Samassi, Cagliari, per lo show di Raiuno DISCORING.

 

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L’uomo più veloce del mondo

Chi ha avuto fortuna nella vita si ricorda di coloro (e sono tanti) che stanno peggio? I cosiddetti big sono grandi anche in beneficenza? Le stelle brillano in solidarietà? Le risposte in questo viaggio alla scoperta del senso della prossimità dei personaggi famosi guidato dal giornalista-scrittore Claudio Pollastri

L’uomo più veloce del mondo (anche nella staffetta 4×100) desiderava solo volare dai suoi tre figli, Jeremy, Anthony ma soprattutto Megan l’ultima arrivata che gli ha dato la carica per arrivare primo alle olimpiadi di Tokyo “le ho dedicato questa impresa”.

Marcell Jacobs bacia la medaglia dei 100 metri, primo oro italiano in questa specialità

Già, perché quella di Marcell Jacobs è un’impresa mai riuscita a un italiano: salire sul podio più alto dei 100 metri piani che in realtà sono stati pieni di ostacoli. Affrontati con la determinazione di farcela e la capacita di cambiare specialità quando intuiva che la sua medaglia poteva essere altrove. Magari in una corsia olimpica dove conquistare l’oro. Che merita anche nella gara dell’altruismo, del donarsi agli altri. Non con cimeli. Ma con l’esempio. Infatti Marcell arriva di corsa in tutti i posti dove lo chiamano, oratori, scuole, campi sportivi, associazioni di volontariato per dimostrare che la sua grandezza è soprattutto dentro e dare ai ragazzi la possibilità di sfidarlo e magari batterlo “leggo nei loro occhi una gioia che non ho mai provato alla loro età”.

I 4 medaglia d’oro della staffetta 4×100: Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu, Filippo Tortu

Storie di tutti i giorni, a un amen dalle favole a lieto fine, che hanno conquistato UNICEF Brescia tanto da indicarlo come esempio per i ragazzi “una specie di padre sportivo”. Bella soddisfazione per uno che il padre non l’ha quasi conosciuto “avevo un mese quando mi ha lasciato per partire per una missione”. A Tokyo è tornato, almeno al telefono “non me l’aspettavo”, mi ha confidato il Figlio del Vento con un velo di commozione nello sguardo di chi ha sempre affrontato la vita a muso duro. Di tenero c’era il sorriso di mamma Viviana che l’ha cresciuto da sola “senza di lei non sarei qui”.

Una dedica che arriva direttamente dall’anima dove germogliano sentimenti che forse odorano d’antico ma che meritano il podio più alto dei valori umani. Dove Marcell è il numero uno. Un vero campione. Planetario.

 

 

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Mi sentivo persa per le vie di Roma quando ho incontrato Dio. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Era come se fossi ritornata dal mondo delle tenebre e avessi rivisto la luce, quella che ti sa riempire la vita e dà un significato speciale a ogni giorno della tua esistenza”.

Inizia così il cammino di conversione di Claudia Koll, attrice lanciata da Tinto Brass, prima dell’incontro con la fede.

Era un periodo in cui mi alzavo la mattina e non avevo voglia di niente, la mia vita era vuota e cercavo un pretesto per andare avanti”. Una spinta per guardare a un futuro di speranza che non arriva nemmeno dalla carriera che stava toccando il vertice della popolarità. “la mia attività artistica aveva avuto un’impennata notevole, popolarità e soldi mi accompagnavano, tutti mi cercavano specialmente dopo il Festival di Sanremo accanto a Pippo Baudo. E poi fiction Rai con Nino Manfredi e film impegnati. Mi sentivo realizzata”.

Recitare era il suo sogno di bambina e per realizzarlo, contro il parere dei genitori, aveva cambiato cognome avventurandosi in un ambiente dove è facile lasciarsi affascinare dalle illusioni e dove pochi riescono a sfondare “dopo la solita gavetta che tutte le ragazze devono fare per entrare nel mondo del cinema, ecco l’occasione che ti toglie dall’anonimato per lanciarti nello star-system. Interviste sui giornali, servizi fotografici, trasmissioni televisive. Il gioco mi piaceva, in fondo era quello che avevo sempre sognato”.

Il successo artistico però non va di pari passo con la vita privata “mi ubriacavo di premi, applausi, interviste, ingaggi prestigiosi, tournée fortunate per riempire un vuoto interiore che si andava sempre più dilatando come una voragine e cercavo di capire perché. L’etichetta di attrice sexy legata a quel film era ormai ampiamente superata e non mi pesava parlarne, anzi avevo conquistato così tanti consensi di critica e di pubblico che potevo permettermi di riderci su. Eppure non mi sentivo mai a posto, non dico felice, ma nemmeno appagata o serena. Neanche l’amore delle persone che incontravo riusciva a rendermi felice, a distogliermi da un’ossessione che col tempo diventava angosciante”.

Un bisogno intimo di consigli per cambiare il corso stanco della propria vita ma non sa dove trovarli “passavo davanti alle chiese e, mentre prima quasi non ci facevo caso e tiravo avanti per la mia strada, sentivo una specie di richiamo, la necessità di entrare ma non volevo piegarmi a quella sensazione per me molto strana. La carriera procedeva con un successo sempre più crescente com’era crescente il vuoto dentro da non poterne più. Sentivo che avevo bisogno di un segno forte che scuotesse la mia vita, di un incontro che mi cambiasse l’esistenza”.

Era così lontana dalla fede da credere che l’incontro sarebbe stato esclusivamente umano “un uomo, un amore travolgente, una persona che sapesse riempirmi i giorni e le notti. Perché era la notte il momento più drammatico, quando rientravo a casa e cominciavano i bilanci di quello che avevo fatto durante la giornata e in che modo mi ero arricchita spiritualmente e umanamente”.

La conclusione era sempre la stessa: deprimente e desolante, piena di noia e disperazione “riuscivo a mascherare il vuoto che avevo dentro e l’angoscia di non sapere come riempirlo con grandi sorrisi, duro lavoro e impegno estenuante nella professione per colmare con gli applausi un vuoto dentro che mi raggelava il cuore”.

Il limite di guardia lo raggiunge quando si accorge di non riuscire a mascherare la noia dell’ambiente che la circonda e il senso di vuoto pneumatico delle feste a cui partecipa o gli incontri con le persone del suo ambiente che pure le piace “sentivo che stavo precipitando sempre di più in un buio assoluto dove mi sentivo sola e persa e dove nessuno riusciva o forse poteva tendermi una mano per salvarmi o per tirarmi fuori. Sentivo di non farcela da sola, di precipitare sempre di più verso un baratro che vedevo avvicinarsi in modo inarrestabile. Una notte credetti che il fondo fosse lì, a due passi, e mi stavo incamminando per raggiungerlo quando si era accesa la luce che mi indicava il cammino”.

Quella luce era Dio e attraverso la fede la spingeva verso la risalita, che non è stata facile “iniziare un percorso di fede provenendo da un mondo dove si vive di apparenze e tutto dev’essere superficiale e bruciato in pochi secondi comportava degli sforzi enormi che non credevo di riuscire a superare. Ero scettica perché non contavo sulla forza della fede, non potevo immaginare la carica che riesce a dare la fiducia in Dio, la forza propulsiva della preghiera che sa abbattere ogni timore e ogni ostacolo”.

L’incontro con Dio nello smarrimento del peccato è avvenuto con la forza devastante dell’innamoramento totalizzante che aveva messo per sfondare nel cinema “il mio non è un carattere di mezze misure, quando scelgo una strada la percorro con la determinazione compulsiva di chi deve arrivare al traguardo subito e in modo completo. Così è avvenuto con la fede, un incontro basato sull’amore coinvolgente che non ammette altre distrazioni, ti prende tutto per sé e ti costringe a scelte drastiche: o fuori o dentro. E io non ho potuto che dire di sì a una chiamata così forte, appagante, esclusiva”.

Si avvicina alla Chiesa, ai sacramenti, cambia completamente stile di vita, non rinunciando però al suo lavoro che le è sempre piaciuto svolto con altri parametri e con altre scelte di ruoli “ma sentivo che non era sufficiente, Dio voleva molto di più da me perché la forza con la quale mi aveva teso la amano verso il baratro non doveva restare soltanto dentro me e non poteva servire soltanto a salvare la mia anima. Dio mi chiedeva di testimoniare la mia gioia, coinvolgere più gente possibile nel mio percorso di fede, raccontare al mondo come si vive bene vicino a Dio e come non ha senso stargli lontano perché ogni successo umano non ha senso se non c’è la sua presenza”.

Capiva che dentro di sé stava maturando uno spirito missionario particolare, una scelta di proselitismo fatto di ribalta e di spettacoli per testimoniare anche tra gli attori come può cambiare l’incontro fatale della tua vita. Ha continuato a recitare scegliendo copioni che servissero a raccontare la presenza di Dio, intervenendo a convegni e incontri dove la sua partecipazione ha un significato apostolico “so benissimo che la gente viene agli incontri soprattutto per verificare come si è trasformata un’attrice senza censure in una donna serena e appagata nell’amore di Dio. Ma non importa perché quello che conta è che siano lì ad ascoltarmi. In quei momenti mi sento sicura perché so che Dio mi aiuta a trovare le parole giuste per arrivare al cuore della gente, la calma che trasmette a tutti serenità”.

Riesce anche a rispondere con serenità a certe domande – per la verità sempre meno – che le vengono rivolte sul suo passato “mi servono anzi per confermare che quando Dio ti vuole al suo fianco per diventare suo strumento di apostolato, ti dà la forza per continuare la missione di evangelizzazione che si manifesta in varie iniziative come il volontariato nei Paesi africani o la fondazione di un centro artistico finalizzato alla formazione di giovani di talento che abbiano il senso etico e morale nello svolgere una professione importante come quella di comunicare”.

Ancora più importante è trovare il modo di comunicare con Dio, di raccontargli con la preghiera della sera tutto quello che è successo nella giornata ed è stato fatto nel suo nome “lo ringrazio per il dono della fede e mi vengono i brividi ogni volta che penso a com’ero cieca nel voler cercare la felicità nelle cose terrene. Vedevo nel successo professionale l’unico motivo di appagamento interiore mentre l’unica gioia arriva dell’aiuto verso chi soffre, testimoniare la parola di Dio in un mondo sempre più materialista che ha smarrito la luce della verità”.

Una testimonianza personale che arriva direttamente dal passato proiettato in un futuro di speranza “camminavo al buio sul ciglio di un precipizio e non mi rendevo conto di quanto fosse inutile ostinarsi a cercare nelle cose terrene e nell’amore delle persone la soluzione della propria infelicità. La mia preghiera di ringraziamento a Dio si conclude sempre con la speranza che allunghi, come ha fatto con me, la sua mano verso coloro che non sanno come trovare la via della felicità e si perdono per le strade sbagliate del mondo. Io, nella mia umile persona, cerco di indicare a chi me lo chiede la via della preghiera per essere aiutati da Dio a tornare sulla via della salvezza”.

 

 

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IL DIALOGO DEL CUORE: Roberto Mancini

Chi ha avuto fortuna nella vita si ricorda di coloro (e sono tanti) che stanno peggio? I cosiddetti big sono grandi anche in beneficenza? Le stelle brillano in solidarietà? Le risposte in questo viaggio alla scoperta del senso della prossimità dei personaggi famosi guidato dal giornalista-scrittore Claudio Pollastri.

Un campione d’umanità che dopo la conquista della Coppa agli Europei di calcio allo Wembley Stadium di Londra ha commentato con un velo di lacrime “dedico questa vittoria storica ai bambini che soffrono di tutto il mondo”. Sempre misurato durante i nostri incontri, sa essere riservato anche nei gesti di beneficenza. Come donare all’Ospedale Gaslini di Genova gli introiti del libro scritto con Gianluca Vialli La Bella Stagione o trasformare una serata di gala in aiuti per i bambini brasiliani o una cena ad Amatrice in solidarietà verso i terremotati. Che non ha mai dimenticato. Come non scorda di essere stato fortunato e un po’ di fortuna vuole regalarla ai bimbi dimenticati mettendo all’asta i suoi cimeli più significativi come la sciarpa della Sampdoria indossata a Wembley il 20 maggio 1992, la maglia del suo debutto, il 9 maggio 1982 in Bologna-Inter e quella della Nazionale del 1991.

Goodwill Ambassador UNICEF, ha spiegato che “per guidare una squadra ci vuole passione, per salvare la vita di un bambino ci vuole cuore”. E col cuore ha aderito alle campagne Vogliamo Zero contro la mortalità infantile, 100% Vacciniamoli Tutti, Aleppo Day sul dramma dei bambini siriani fuggiti dalla guerra. Dramma accomunato a quello dei minori stranieri non accompagnati che “il Mancio” denuncia come testimonial della campagna della Panini, quella delle figurine. Dove c’è anche la sua. Di campione. D’altruismo.

 

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IL DIALOGO DEL CUORE: Federica Pellegrini

Chi ha avuto fortuna nella vita si ricorda di coloro (e sono tanti) che stanno peggio? I cosiddetti big sono grandi anche in beneficenza? Le stelle brillano in solidarietà? Le risposte in questo viaggio alla scoperta del senso della prossimità dei personaggi famosi guidato dal giornalista-scrittore Claudio Pollastri

La Divina. Per i primati nel nuoto e le partecipazioni televisive. Ma la vera specialità di Federica Pellegrini è la beneficenza. Che fa in silenzio contrariamente al suo stile esuberante e comunicativo. Nulla di strano. Perché in lei galleggiano alcune contraddizioni come la paura di nuotare in mare nonostante abbia partecipato, unica donna al mondo, a cinque finali olimpiche nei 200 metri stile libero. Anche nell’ultima gara dove è uscita dall’agonismo per entrare nella leggenda ha salutato con la mano aperta com’è aperto il suo cuore regalando all’allenatore-fidanzato Matteo Giunta il merito di essere arrivata fin lì.

Per i fan è semplicemente Fede. E di di fede ne ha sempre avuta verso il prossimo tanto da organizzare un‘asta online con 59 cimeli sportivi a favore dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo “non è stato facile privarmi di pezzi importanti della mia carriera, pezzi del mio cuore”. Un altro pezzo di storia olimpica l’ha donato alla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca per aiutare gli anziani durante la pandemia.

La beneficenza non è solo cimeli. E’ anche immagine. Presenza. Fede è scesa in vasca per sostenere Croce Rossa Italiana e Segretariato Sociale della Rai negli aiuti alla Sardegna colpita dall’alluvione ed è stata testimonial della campagna Mare Pulito. Sensibile al dramma dei femminicidi e del doping ha aderito ai progetti Ferma il Bastardo e I am doping free. Abbinando la passione per le foto e il set al profondo senso di altruismo ha partecipato a un cortometraggio Telethon per la lotta alla SM e ha posato per il calendario Aipi Masks 2014 e Masks 2016 per l’Associazione Ipertensione Polmonare Italiana Onlus.

Lo sguardo le si vela di lacrime quando parla dei bambini che soffrono. Per aiutarli collabora con la Casa di Nazareth dell’Associazione volontari del Fanciullo e con ADMO per donare il midollo osseo “il sorriso di un bimbo guarito brilla più di qualsiasi medaglia”. Lei lo sa bene. Di medaglie se ne intende. Soprattutto di volontariato.

 

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Augurissimi di cuore a Luigia, detta Gina, Lollobrigida che spegne 93 candeline. La “donna più bella del mondo” è nata a Subiaco il 4 luglio 1927. Conosciuta universalmente come “la Lollo”, è diventa popolare come “la Bersagliera” accanto a Vittorio De Sica. E’ stata la Fata Turchina del PINOCCHIO televisivo di Comencini. Ha recitato con tutti i più grandi attori internazionali come Hudson, Lancater, Delon, Curtis. Diventata fotografa ha immortalato divi hollywoodiani come Paul Newman. Non ha mai accantonato l’arte di dipingere per la quale aveva studiato. “A ogni compleanno – mi ha confidato – parlo di progetti non di bilanci!…”.

 

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Durante la serata del 3 Dicembre 2018 presso il nostro Centro Diurno Stellapolare (Via Montecassino 8, Monza) abbiamo avuto il piacere di intervistare il Dott. Claudio Pollastri, giornalista Rai, famoso per le sue interviste trasversali a diverse personalità di una certa importanza come Madre Teresa di Calcutta, Obama, Papa Francesco e molti altri appartenenti al mondo dello spettacolo, sport, politica, ecc…

Ascoltate l’intervista completa

 

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Happy Birthday a Bob Dylan, nome d’arte di Robert Allen Zimmerman, che festeggia 80 anni. E’ nato a Duluth, Minnesota, Usa, il 24 maggio 1941. Il 13 ottobre 2016 gli è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura ritirato a suo nome dall’amica Patti Smith nella cerimonia ufficiale del 10 dicembre a Stoccolma. Dylan ritira il Premio in una cerimonia privata e blindatissima nell’aprile del 2017.

 

 

Buon Compleanno ad Al Bano, nome d’arte di Albano Carrisi, che festeggia 78 anni. E’ nato a Cellino San Marco, Brindisi, il 20 maggio 1943. “Gli

auguri che mi commuovono di più sono quelli di Pippo Baudo che mi ha lanciato…”, mi ha detto.

 

 

Happy Birthday a Cher, nome d’arte di Cherilyn Sarkisian LaPierre, che festeggia 75 anni. E’ nata a El Centro, California, Usa, il 20 maggio 1946. “Mi sento un po’ italiana perché sono stata sposata con Salvatore, detto Sonny, Bono…”, mi aveva spiegato il 4 novembre 1999 al Mediolanum Forum di Milano.

 

 

Auguri

“fichissimi” per un Compleanno “eccezzziunale veramenteeee” a Diego Abatantuono che festeggia 66 anni. E’ nato a Milano il 20 maggio 1955. Un augurio speciale al “terrunciello milanese i cento pe cento” da Stefania Sandrelli.

 

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Ci ha lasciato Franco Battiato. Aveva 76 anni. Era nato a Ionia, Catania, il 23 marzo 1945. Le condoglianze del Dalai Lama attraverso il suo portavoce in Italia, Chodup Lama.

 

 

 

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Happy Birthday a George Timothy Clooney che festeggia 60 anni. E’ nato a Lexington, Kentucky, Usa, il 6 maggio 1961. “Mi sento quasi italiano anche se non parlo la vostra-nostra lingua…”, mi ha spiegato a Venezia il 31 agosto 2017 dov’era ospite della 74^ Edizione della Mostra del Cinema.

 

 

 

 

 

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Happy Birthday ad Anthony Charles Lynton, detto Tony, Blair che festeggia 68 anni. E’ nato a Edimburgo, Regno Unito, il 6 maggio 1953. E’ stato Primo Ministro del Regno Unito dal 2 maggio 1997 al 27 giugno 2007.

 

 

 

 

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Happy Birthday

a David Robert Joseph Beckham che festeggia 46 anni. E’ nato a Londra il 2 maggio 1975. Fuoriclasse del Manchester United e del Real Madrid, ha sposato nel 1999 Victoria Adams, ex Spiece Girl, dalla quale ha avuto 4 figli. “Mi piacerebbe moltissimo giocare nel Milan…”, mi aveva confidato il 17 giugno 2006 ospite di Giorgio Armani. Aveva indossato la maglia rossonera nel 2009 e nel 2010.

 

 

 

 

 

 

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Buon Compleanno a Giovanni, detto Nino,

Benvenuti che festeggia 83 anni. E’ nato a Isola d’Istria il 26 aprile 1938. Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960, è stato Campione del mondo WBC nel 1965-66 e 1967-70. Smesso il pugilato ha fatto il giornalista e interpretato 3 film. Nel 1996 è stato volontario a Calcutta da Madre Teresa.

 

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Buon Compleanno alla Principessa Bianca Irene, Olga, Elena, isabella, Fiorenza, Maria D’Aosta Savoia che festeggia 55 anni. La figlia di Amedeo d’Aosta e Claudia d’Orleans è nata a Firenze il 2 aprile 1966. L’11 settembre 1988 ha sposato il conte Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga dal quale ha avuto 5 figli.

 

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Buon Compleanno
a Elena Sofia Ricci, nome d’arte di Elena Sofia Barucchieri che festeggia 59 anni. E’ nata a Firenze il 29 marzo 1962. Un augurio particolare a Suor Angela da Stefania Sandrelli con la quale ha girato nel 2011 il film TUTTA COLPA DELLA MUSICA e dal 1996 al 1997 la fiction di Canale 5 CARO MAESTRO.

 

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Happy Birthday
a Lady Gaga, nome d’arte di Stefani Joanne Angelina Germanotta che festeggia 35 anni. Di origini italiane è nata a New York il 28 marzo 1986. E’ molto amica di Donatella Versace. Ha cantato l’Inno Nazionale in diretta tv nella cerimonia d’insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden il 20 gennaio 2021. “Mi sento molto legata alle mie radici italiane…”, mi aveva spiegato il 4 novembre 2014 al Mediolanum Forum di Assago, Milano.

 

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Augurissimi di cuore 25 MARZO
a Mina, nome d’arte di Anna Maria Mazzini, che festeggia 81 anni. E’ nata a Busto Arsizio, Varese, il 25 marzo 1940. Il 28 agosto 1978 ha tenuto il suo ultimo concerto dal vivo alla Bussola di Viareggio. Il 10 gennaio 2006 ha sposato il cardiochirurgo Eugenio Quaini.

 

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IL FESTIVAL DI SANREMO …

Questa sera prenderà il via la 71.ma edizione del Festival di Sanremo che, pur in modalità del tutto particolare, non mancherà di assolvere alla sua funzione di  condizionamento sociale, creando nuove mode e nuovi comportamenti, ma non solo…
“La storia del Festival di San Remo non è scritta soltanto dalla grande evasione di tv, Sorrisi e Canzoni. E tanto meno da quello che, davanti agli occhi di tutti, accade sul palcoscenico. Esiste infatti una storia segreta che attraversa tutto il dopoguerra italiano e le cui premesse nascono da una sorta di Progetto Sanremo ideato alla fine dell’Ottocento: un paradiso terrestre dove il gioco d’azzardo è il termine medio tra spionaggio internazionale e …”
Approfondimenti su questo argomento nel testo “IL LIBRO NERO DEL FESTIVAL DI SANREMO” che ci hanno presentato i due autori Romano Lupi e Riccardo Mandelli

 

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LIETI CALICI: UN VIAGGIO NELLA MUSICA DAL LAMBRUSCO ALLO CHAMPAGNE

DANIELE RUBBOLI

Giornalista professionista e musicologo modenese, membro dell’Accademia italiana della cucina, affronta l’argomento del connubio musica vino, assunto come testimonial. Lo scorrere del vino e la musica sono da sempre presenti nella storia, popolare e non, trovando rappresentazione nel teatro lirico, nel melodramma ma anche nella musica leggera come nelle canzoni d’autore. Ovunque c’è musica le persone non solo ballano, ma sognano e … brindano!

In una parrocchia è stato ritrovato un inno al vino che così si esprime:

“Già si dice nel Vangelo che chi non beve non va i cielo, come disse il Padre Eterno chi non beve va all’inferno, lassù in ciel Gesù Bambino beve sempre e solo vino ed il vecchio Abramo gran patriarca con il vino andava in barca, San Giuseppe il putativo se beveva era giulivo e Giovanni il Battista era sempre il primo in lista, e quell’altro San Giovanni lo bevette per cent’anni; San Gregorio detto il Magno con il vin faceva il bagno e nel vino San Tommaso ci metteva pure il naso, l’immortale Celestino sol beveva il Grignolino e da piccolo San Lucio lo succhiava con il ciuccio, Sant’Ambrogio di Milano predicò col fiasco in mano e con un sol bicchier di vino convertì Sant’Agostino, Sant’Antonio del porcello lo beveva dal mastello, San Giacomo il maggiore lo beveva a tutte le ore, e a quell’altro Giacomino piaceva tanto tanto il vino; Anna e le suore di clausura avean il fiasco alla cintura, mentre le cottolenghine se la fan con le cantine… ma anche noi un quartiletto lo beviam al divin banchetto perché inebria tutti quanti e ci fa diventar santi ed in cielo tra i beati noi berremo vino chianti andando a spasso in compagnia con Gesù e con Maria”.

Il libro “LIETI CALICI” è una documentata esposizione storica di quanto unisce il grande piacere della musica a quello altrettanto piacevole della musica. Si dice che il vino ben fatto sia una “poesia” ma si potrà scoprire come in realtà abbia influenzato intere generazioni di musicisti di ogni dove ed appartenenti ai più svariati generi.

 

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Giulio Andreotti

Serena e Stefano, due dei quattro figli (gli altri sono Marilena e Lamberto) di Giulio Andreotti hanno presentato in questa incontro l’ultimo libro dell’ex senatore “Il buono cattivo” pubblicato postumo in occasione del centenario dalla nascita. Il libro – come ricorda Serena – è stato da lei ritrovato mentre stava sistemando le carte del famoso e documentatissimo archivio del padre. Tra i documenti aveva trovato gli appunti scritti nel 1973 e che facevano parte di un libro impostato sullo stile narrativo, non saggistico e nemmeno politico, ma che tuttavia contiene i commenti su persone e fatti di quel periodo, trattati con l’abituale arguzia e ironia che lo avevano caratterizzato nella vita pubblica.
L’incontro con i due figli di Andreotti è stata l’occasione per scoprire alcuni particolari inediti della vita privata dell’uomo politico più temuto, celebrato, controverso del secolo scorso, alcuni aspetti conosciuti da tutti come la fede che lo portava ad andare a Messa tutte le mattine e l’altra incrollabile fede, quella calcistica per la Roma. Meno nota la passione per le corse dei cavalli sui quali scommetteva regolarmente e per il cinema americano in particolare, quand’era studente, per l’attrice Carol Lombard perché “gli uomini, anche politici, preferiscono le bionde”. Un occasione da parte del pubblico per farsi raccontare dai due figli anche i retroscena familiari dei drammi che hanno segnato la vita italiana e quella di Andreotti in particolare come l’assassinio di Aldo Moro.

 

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SCOPRIAMO ADRIANO CELENTANO

BRUNO PERINI, giornalista economista e giudiziario, interviene come ospite in  occasione degli 80 anni di Celentano quale nipote intellettuale, figlio della sorella Maria, e presenta il suo libro “Memorie di zio Adriano” di cui ne racconta la vita dopo averla vissuta di persona. Non la solita biografia centrata solo sul personaggio, ma svolta in parallelo con il contesto socio politico, come per esempio il riferimento iniziale al 1938 con emissione delle leggi razziali in coincidenza con l’anno della sua nascita. Gli episodi sono notizie inedite con episodi sconosciuti, tratti alcuni dal racconto diretto della madre ed altri dallo stesso Adriano, visto come artista ma anche come zio giocherellone. Emerge la figura di una generosità totale e senza interessi nei confronti della famiglia, con un grande senso dell’amicizia, anche se talvolta non ricambiata e anzi proprio tradita utilizzando il suo nome e la sua carriera per interessi personali. Caratteristica delle sue apparizioni in televisione nei vari spettacoli è sempre stata la regola di una massima libertà di espressione e assenza di un copione prestabilito autorizzato. La sua storia, raccontata così da vicino, diventa così la nostra storia e l’ eccezionale grandiosità di questo mostro sacro della musica italiana assume un gusto piacevolmente familiare, così come con la stessa familiarità lo abbiamo conosciuto meglio grazie alla descrizione in diretta di questo amato, anche se talvolta contestato, nipote.

 

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