Le Rubriche di Costantino Truppi

Le Rubriche di Costantino Truppi

“Vedi Napoli, poi muori…E POI RINASCI!”
 
Amate Napoli e vorreste conoscerne i segreti? non ci siete mai stati e vi incuriosice? sapete per sentito dire che Napoli è famosa per i suoi presepi? allora perché non avvicinarsi a questa magica città sotto la guida di un napoletano doc?
Costantino vi aspetta per iniziare questo interessante percorso proprio con due incontri dedicati esclusivamente al presepio
NAPOLI: ITINERARI, STORIE, TRADIZIONI 
“Un proverbio sostiene che un saggio più impara, più si accorge di non sapere. Io amo Napoli e ogni volta che la visito scopro qualcosa di nuovo, ma con saggezza posso anch’io affermare che non la conoscerò mai del tutto, perché troverò sempre un vicolo, un angolo, che mi riserverà una sorpresa che mi lascerà senza fiato”
(da un “lucchetto dell’amore” nella Stazione)
Abbiamo dovuto interrompere bruscamente il nostro itinerario nella Città, ma per fortuna Napoli è fonte inesauribile di sorprese, come ha scritto lo sconosciuto visitatore del “lucchetto dell’amore”; quindi nessun Virus riuscirà mai a soffocare il desiderio di conoscerla.

Prima di Natale, due incontri saranno dedicati alla magia del presepe. Poi gli itinerari ci condurranno in luoghi ricchi di fascino, antichi e moderni. Alcuni sono meno conosciuti, ma per questo più sorprendenti, perché scopriremo che non hanno nulla da invidiare ai luoghi più noti. Uno degli itinerari sarà speciale: un’escursione fuori Città, nell’incantevole isola di Procida, Capitale italiana della cultura per l’anno 2022.

 

Il presepe (prima parte)
• Il presepe (seconda parte)
• La Chiesa di San Giovanni a Carbonara: una sorpresa
• I trasporti e le famose “Stazioni dell’Arte” della metropolitana (prima parte)
• Le “Stazioni dell’Arte” (seconda parte)
• La basilica di San Domenico Maggiore: storia, arte e cultura
• Procida: Capitale italiana della cultura 2022

• Il Santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore: secoli di storia

 

Storia millenaria, aneddoti, segreti misteriosi e tradizioni accompagneranno la descrizione; daranno anima e cuore ai siti incontrati. Proiezioni di slide ci immergeranno nei luoghi e completeranno il racconto, lasciando il desiderio di fare un vero viaggio in questa Città che attrae tutti, anche se a volte non lo confessano.
 
 DOCENTE     Costantino Truppi
 PROGRAMMA LEZIONI     Quindicinale  (8 incontri)
 GIORNO E ORARIO     Mercoledì 16:30  –  17:30
DATE MENSILI     Dic. 01 – 15   Feb. 16
  Mar. 02-16-30   Apr. 13   Mag. 04

 

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PADRE ROCCO E IL PRESEPE

Visse nel Settecento a Napoli, e vi morì nel 1782 a 82 anni, un monaco domenicano molto conosciuto e amato fra la gente del popolo; questo monaco si chiamava Padre Gregorio Rocco. Come scriveva Alexandre Dumas, era più potente a Napoli del Sindaco, dell’Arcivescovo e anche del Re.

Si dedicò completamente alla povera gente, con opere di assistenza e apostolato. Ogni anno, per quasi cinquanta anni, ai primi di dicembre, girava instancabilmente per le povere case, esortando le famiglie ad allestire un presepe in occasione del Natale. A lui soprattutto si deve l’estensione di questa usanza nelle abitazioni, oltre che nelle chiese. Con lui l’immagine della Natività non fu più una ricostruzione inserita a Betlemme, ma si integrò con le scene di vita quotidiana a Napoli: l’osteria, la lavandaia, etc.; così nacque il presepe come lo intendiamo oggi.

Fu consigliere di Re Carlo III di Borbone, che lo teneva in grande considerazione; gli fece realizzare opere pubbliche importanti a vantaggio dei poveri. Convinse anche Il Re a preparare un presepe; anzi, il Re si appassionò a quest’arte e coinvolse tutta la sua corte; quindi, se lo faceva il Re… Da una testimonianza dell’epoca: “Il giovane Carlo ogni anno con le regie proprie sue mani facea il presepe, al quale era devotissimo, aiutato dalla Regina sua sposa, Maria Amalia di Sassonia, che occupavasi nel fare gli abiti, da vestirne i pastori“.

Così per emulazione il presepe si diffuse anche fra i nobili. Il presepe del Settecento fu il cosiddetto presepe cortese o di corte, per distinguerlo dal presepe di chiesa: infatti assunse una connotazione diversa. Diventò un’esperienza mondana e laica, un divertimento, un gioco alla moda della corte e dell’aristocrazia, un impegno di élite, al quale ci si dedicava nelle ore “sfaccendate“. Inoltre il contrasto tra i nobili del seguito dei Magi e i lazzari, i cosiddetti “cafoni”, è spinto ai limiti del grottesco. Si deride il gran numero di emarginati, di “diversi”; a questi emarginati si paragonano i nobili del corteo regale, figure che esaltano e decantano la propria condizione sociale. In definitiva allestire il presepe diventò un hobby, a metà strada fra cristiano, pagano e magico. Nei presepi di chiesa invece non si vedeva nulla di simile: infatti la chiesa rifiutò questi teatrini profani.

Tornando a Padre Rocco, bisogna dire però che fra il Re e il frate non ci fu sempre accordo. Nel 1734 il Re voleva legalizzare il gioco del Lotto, che era clandestino, per ricavarne utili, ma il frate si oppose e scoppiò una violenta disputa. Padre Rocco, legato al Re da un rapporto di amore – odio, sosteneva che non era giusto introdurre un “così ingannevole e amorale diletto” in un paese cattolico. Alla fine il Re la spuntò, a un patto: nella settimana del Natale sarebbe stato sospeso, per non distrarre il popolo dalle preghiere. Ma la gente si organizzò ugualmente: i novanta numeri furono messi in panarielli di vimini e si disegnarono numeri sulle cartelle; così il gioco pubblico divenne di famiglia e prese il nome di tombola, dal capitombolo che faceva il numero nel cadere sul tavolo dal panariello.

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